Transfer Pricing con il Brasile

Il Brasile è fondato su una Costituzione Federale. E’ un paese che fa parte del club OCSE e che aderisce agli standard BEPS. E’ un paese diviso da potere legislativo, potere giudiziario e potere esecutivo. Il sistema legale è di tradizione Romana (civil law). Le Leggi vengono emesse dal Governo federale che ha il potere esecutivo di promulgarle e modificarle nonché quello di osservare la Costituzione Federale del Paese.

Il settore finanziario/bancario del Brasile secondo il GATS (General Agreement on Trade and Services) del OCSE è un sistema ad “attrattività territoriale”. Da ciò ne derivano l’importanza cruciale del sistema doganale e del sistema valutario ovvero del potere di controllo e vigilanza in capo al Banco Central do Brazil e alla Commissao de Valores Mobiliàros CVM, entrambe i due hanno l’autorità di rilasciare licenze per espletare attività finanziarie sul territorio.

Il Brasile viene considerato un paese in via di sviluppo dall’Unione Europea ed in quanto a ciò gode di agevolazioni all’esportazione sulla base del sistema delle preferenze generalizzate di beni che vengono destinati in UE. Il commercio internazionale con l’estero viene delimitato dal territorio doganale che è costituito dal territorio politico e dalle acque territoriali che sono estese sino alle 12 miglia da terra ed il cui potere legislativo è affidato al Governo Federale che legifera in materia di dazi doganali e tariffe.

La Transfer Pricing Policy

Dal 16 Settembre 2014, la TPP (Transfer Pricing Policy) ha trovato maggiore attenzione da parte dell’OCSE il quale ha pubblicato la “documentazione guida sul transfer pricing e sul country by country reporting” contenente gli standard rivisitati in materia di prezzi di trasferimento.

Il documento è a sostegno dell’evoluzione del progetto BEPS (Base erosion and profit shifting) il quale si compone di una serie di azioni che vanno ad implementarsi nel tempo all’interno delle Amministrazioni finanziarie dei Paesi aderenti OCSE. In particolare, il piano d’azione n°13 punta al rafforzamento della trasparenza tra le amministrazioni fiscali degli Stati con l’arduo obiettivo di contrastare i fenomeni di trasferimento di prezzo infragruppo che impattano ed influenzano le basi imponibili dei redditi generati sul territorio dello Stato dalle società collegate ad un gruppo multinazionale.

L’Agenzia delle Entrate Federativa del Brasile aderisce a questo progetto e si adopera per rimanere in linea con le raccomandazioni dell’OCSE. Al nostro fine poniamo particolare attenzione al “country by counry reporting” quale adempimento fiscale che dovrà essere presentato a partire dal 2017 dai gruppi esteri che operano sul territorio del Brasile.

Importante evidenziare sin da subito che la TPP è tenuta ad osservare il rispetto dell’articolo 9 del modello OCSE per garantire la “compliance” del gruppo. Al fine della scelta di una TPP del gruppo, bisogna operare delle scelte a monte tenendo in considerazione numerosi fattori funzionali alla catena del valore che viene generata dall’attività del gruppo, scelte che talvolta non sono solo di carattere meramente fiscale. Tali scelte richiedono un particolare accorgimento sulle dinamiche organizzative ed operative del gruppo e delle valutazioni di rischio su un numero elevato di fattori che risultano strettamente funzionali al business operativo e strategico.

Tuttavia, affinché si possa parlare di Transfer Pricing (TP) con il Brasile, in via generale è importante che esista un titolo legale, ovvero una “legal entity”. Di seguito si descrivono i principali aspetti legali che danno rilevanza fiscale alla “business entity” collegata ad un gruppo estero al quale sono demandate le scelte imprenditoriali operative e strategiche del gruppo medesimo.

Si evidenzia ai fini della TPP che la Legge n°12973 del Maggio 2014 non prevede il c.d. “consolidato fiscale” (come invece è previsto dal T.U.I.R. all’articolo 117 – 129). Questo significa che ogni entità in Brasile deve essere considerata separatamente dalle altre società del gruppo. Inoltre, non possono essere riportate le perdite di una società in un’altra società ancorché appartenente allo stesso gruppo. Va da sé che una società controllata (entità legale) da un gruppo estero ancorché identificata per via dal controllo societario indiretto non potrà consolidare (profitti/perdite) in termini meramente fiscali e quindi, la stessa entità sarà comunque assoggettata ad imposizione fiscale in Brasile in quanto considerata come entità legale separata in dipendenza della propria residenza ai fini fiscali. Esistono soluzioni tecniche per dirimere eventuali problematiche fiscali di accertamenti che ancorché legittimamente attivati dall’Amministrazione del Brasile, potrebbero sollevare dei profili di doppia imposizione all’interno di un gruppo.

 

Il  “sujeito passivo” nel Diritto Tributario Brasiliano

Il diritto tributario Brasiliano regola un sistema fiscale basato sulla “worldwide taxation”, come quello Italiano. Il Codice Nazionale delle Tasse non da una definizione di “persona” (fisica o giuridica) che viene assoggettata ad imposizione fiscale. E’ con la Legge federale n°5172 del 25 Ottobre 1966 che viene assoggetto a tassazione in Brasile chiunque rientra nel “sujeito passivo”.

Il Codice Nazionale delle Tasse all’art. 45 sancisce che il “sujeito passivo” (sia esso identificato in una entità o un individuo – persone fisica) è chiunque sia obbligato a pagare una tassa o una sanzione monetaria dovutamente al verificarsi di un accadimento/evento determinato dalla Legge o da un regolamento.

Generalmente, chiunque percepisce redditi sul territorio viene considerato “sujeito passivo” in Brasile. Pertanto anche chi non è residente ai fini fiscali è obbligato a scontare una ritenuta alla fonte per il reddito generato sul territorio ed in quanto a ciò considerato “sujeito passivo”.

Tuttavia, è utile sottolineare che la Legge fiscale del Brasile – codice nazionale delle tasse – non da una definizione precisa di entità legale ai fini della tassazione del reddito della persona giuridica (sia impresa registrata che non registrata). La “persona giuridica” in Brasile è definita nel codice civile all’art. 44 (Legge n°10406). Pertanto, il concetto di entità legale (legal entity o business entity) lo si rinviene nel collegato normativo al Decreto Legge n°5844/43 il quale all’articolo 27 agglomera le c.d. “persone giuridiche” (Associazioni, Fondazioni, Corporazioni, Società a responsabilità limitata etc.) come entità legali. Infatti, è proprio il codice civile che ricollega il concetto di “personalità giuridica” dei soggetti menzionati all’entità legale come infatti intesa nel Codice Nazionale delle Tasse, questo al fine ultimo di assoggettarli a tassazione in qualità di “sujeito passivo”.

Come rinvenibile dal sito dell’Agenzia delle Entrate Federativa del Brasile. Al fine delle imposte sul reddito, gli “individui” (persone fisiche) sono assoggettati ad ”imposto de renda de pessoa fisica” mentre le “entità legali” (persone giuridiche) sono assoggettate ad “imposto de renda de pessoa juridica” (IRPJ).

 

La “business entity” nel Diritto Tributario Brasiliano

Come già anticipato, la business entity (legal entity) che opera in un  gruppo ha rilevanza fiscale per via del collegato disposto normativo del Codice Civile. Il reddito generato in capo ad una società registrata al Sicomex (REI) è secondo il Diritto Tributario Brasiliano “sujeito passivo” d’imposta al quale trovano applicazioni regole del sistema fiscale federale per la determinazione della base imponibile (lucro real o lucro presumido) con tutti gli obblighi di adempimento che ne derivano. Tali entità (società) registrate hanno obbligo di presentare bilancio annuale e dichiarazione annuale dei redditi (declaraçao de Informçoes economico-fiscais de pessoa juridica – DIPJ e il escrituraçao contabil fiscais – ECF).

Tuttavia, esistono tre veicoli societari che non hanno l’obbligo di registrazione legale:

  • le “Sociedades em conta de partecipaçào” (tipicamente le partnership e/o Joint Venture tra soggetti privati – imprese o persone fisiche – che si uniscono per conseguire obiettivi di comune interesse dando vita ad un consorzio, ad fondo investimento su base meramente contrattuale e senza formare la “legal entity” obbligata alla registrazione). La “Sociedades em conta de partecipaçào” è molto utilizzata per operare in maniera efficiente ed a tempo determinato per esempio nel settore Immobiliare in quanto ottimizza il carico fiscale in capo ai “partners” poiché è per Legge considerata un’entità separata dai soci e quindi assoggettata a tassazione sul territorio (D.L. 2303/86) infatti il conteggio della base imponibile è separato da quella dei “partners” c.d. “socio ostensivo” i quali godrebbero di un’agevolazione.
  • Il “consorzio” in particolare è stato un veicolo molto utilizzato nel settore Gas/Petrolio. Nel consorzio le parti che aderiscono mantengono la loro personalità sia per gli scopi aziendali che per i fini fiscali (Legge n° 1199/2011).
  • Il “condominios” (c.d.:fondo di investimento) è un veicolo che si presta bene per gli operatori del settore finanziario (banche e assicurazioni) per formare un “pool di investitori esteri” al quale tuttavia trova applicazione la Risoluzione 2689 (investitori non residenti) che detta specifiche disposizioni limitative e restrittive nell’operatività del fondo costituito da un portafoglio di attività finanziarie del tipo “passive financial investments” (azioni, warrant, obbligazioni private a termine, fidejussioni garanzie etc…). Ai fini strettamente fiscali questo veicolo risulta esente da tassazione per legge (LF 8981/95) tuttavia esistono delle problematiche fiscali non di poco conto quando il beneficiario effettivo è un soggetto residente in Brasile.

Studio Lupini srl
Via Don Rosmini, 4
21052 Busto Arsizio (VA) IT
MAIL: info@studiolupini.it
P.IVA: 03611190129
© 2020 Studio Lupini srl. All Rights Reserved. Powered by Studio Lupini
Studio Lupini