L’attività irreprensibile delle Banche Svizzere

Come conosciuto ed anche regolamentato nel trattato internazionale – GATTS, il settore bancario e finanziario dei Paesi può essere oggetto di restrizioni. E’ rinvenibile che il sistema finanziario Svizzero è un sistema “lesting presence test” il che significa che una Banca estera viene assoggettata all’autorità di sorveglianza dei mercati finanziari “FINMA” se e solo se ha una presenza in loco, ovvero, molto più che una prestazione di servizio senza presenza fisica. Per contro, su questo tema, anche la CFB (Commissione Federale delle Banche) ha detto che una Banca estera richiede autorizzazione FINMA se la stessa ha un mantenimento di personale sul territorio elvetico in maniera stabile. Quindi, il solo fatto che un consulente di una Banca estera (es: Banca Italiana) sia in Svizzera per incontrare un cliente o per fare firmare un contratto non è ancora costitutivo dell’assoggettamento alle leggi finanziarie della Svizzera (Legge bancaria, LicoL, LBVM, LBCR, LRD). Quindi, sul territorio elvetico è possibile offrire servizi bancari senza una presenza fisica, seppur in via privata e non pubblicamente, quindi senza avere una licenza cross-border perché tale requisito non è richiesto. [Diversamente, in Italia esiste la Libera Prestazione dei Servizi (LPS) senza presenza fisica che viene regolata dall’articolo 16 comma 4 del D.Lgs 385/1993, ove anche nel caso di “prestazione di servizio senza presenza fisica sul territorio Italiano” è necessario formulare una domanda da inoltrare alla Consob, pena il rischio di commettere un reato bancario c.d. “abusivismo bancario”].

Per quanto qui interessa, ricordiamo solo che le attività finanziarie transfrontaliere [c.d.“cross-border-activities”] sono attività finanziarie offerte da intermediari finanziari che valicano la frontiera nella qualità di un’offerta servizi e/o prodotti bancari Svizzeri di Istituto Bancario sotto la vigilanza FINMA. Queste sono “potenzialmente tutte le attività” concernenti “prodotti/servizi intrinsecamente legati all’offerta di un conto corrente” di una Banca Svizzera il cui “avente diritto economico” è un soggetto persona fisica Italiano fiscalmente residente in Italia. Per approfondimenti ulteriori sull’assoggettamento alla Legge finanziaria Svizzera fare riferimento alla Legge Bancaria (LB) ed alla LBVM art. 30 OBVM.

Il 23.03.2010 anche in esito alle trascorse vicende giuridiche con gli Stati Uniti d’America, la FINMA nella conferenza stampa annuale annuncia un nuovo orientamento sui rischi cross-border applicabile a tutte le Banche Svizzere (vengono inquadrate seppur in linea generale norme di comportamento per la gestione dei rischi derivanti dalle attività finanziarie che implicherebbero il valico della frontiera per l’esportazione di un Servizio di una Banca Svizzera. Esempio: la vendita di un prodotto, investimento su un mercato estero o esecuzione di flussi finanziari da e per l’estero con la Svizzera).

Il 22.10.2010 la FINMA prende la posizione sui rischi “cross-border” [la c.d. “attività irreprensibile” da rispettare in maniera più assoluta]. In particolare, nella gestione dei rischi transfrontalieri con i cittadini Italiani titolari (avente diritto economico del conto corrente, “beneficial owner” risultanti nei Formulari A delle Banche Svizzere), la FINMA prende posizione definendo e fissando nei confronti di tutte la Banche, Intermediari finanziari ecc … responsabilità e competenze nuove dando norme di comportamento generali per gestire i rischi principali facendo riferimento alle seguenti situazioni:

  • creazione (o se esistente “gestione”) di una presenza commerciale (filiale, succursale, agenzia, ufficio di rappresentanza) sul territorio straniero;
  • visita in loco sul territorio straniero di un collaboratore della Banca Svizzera;
  • presa di contatto dalla Svizzera senza spostamento fisico;
  • visita di un cliente estero in Svizzera (attività di esportazione passiva);

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