TIEA (Tax Information Exchange Agreement)

Il TIEA è un accordo tra Stati che permette loro di esercitare in qualsiasi momento un’attività istruttoria internazionale per scambio di informazioni in materia tributaria e penale [verifica su attività finanziarie detenute (direttamente o indirettamente) dal beneficiario persona fisica o società in conti correnti, per il recupero di imposte non pagate in uno Stato, per lo svolgimento di indagini

I firmatari del TIEA

L’Italia ha concluso l’accordo internazionale con i seguenti Stati  CAYMAN, JERSEY , ISOLA_DI_MAN GUERNSEY Principato di MONACO e LIECHTENSTEIN (tra gli altri).

L’accordo con il Principato di Andorra è stato firmato, l’Italia ha legiferato l’accordo ma non è ancora in vigore perché il Principato di Andorra non avrebbe ancora avuto le autorizzazioni interne. 

Per questi Stati infatti è aperta la procedura di adesione alla Voluntary Disclosure Bis come ultima chance entro il 31 Luglio 2017.

Secondo in nuovi standar OCSE le informazioni di rilevanza fiscale possono essere scambiate tra Stati con modalità “spontanea”, “su richiesta” o “automaticamente”.

L’attività istruttoria delle amministrazioni nell’ambito della cooperazione internazionale prevede anche le verifiche simultanee come verifiche fiscali in cui due o più autorità si scambiano delle informazioni prima di fare decorrere un atto di accertamento.

Parallelamente al modello convenzionale OCSE esiste l’accordo TIEA (Tax Information Exchange Agreement) appositamente creato con altri Paesi, quelli per i quali non erano in essere trattati bilaterali.

Questi Stati, a certe condizioni, si prestano assistenza amministrativa e giudiziaria attraverso lo scambio di informazioni ritenute utili  per la determinazione, l’accertamento e la riscossione delle imposte, il recupero ed applicazione dei crediti fiscali di uno Stato o per l’indagine/perseguimento di questioni fiscali in particolare per quanto riguarda i conti correnti chiusi, i conti svuotati o parzialmente svuotati per i quali Le Banche locali hanno più volte informato i beneficiari economici di regolarizzare i redditi esteri derivanti da quelle attività finanziarie.

In particolare, secondo art. 5(4) del Modello Ocse, l’autorità richiedente è chiamata per ottenere informazioni sui conti correnti chiusi e/o sostanzialmente svuotati che sono stati detenuti presso le Banche Intermediari finanziari da persone fisiche Italiane alla data della firma dell’accordo. Queste infromazioni potranno essere oggetto delle prime richieste di gruppo o di scambio spontaneo automatico fatto salvo che il beneficiario economico di detti conti dimostra di avere aderito alla procedura di Voluntary Disclosure grazie alla quale potrà beneficiare di una riduzione delle sanzioni per omessa o infedele dichiarazione.

Dal tenore letterale di questi Accordi Internazionali, dovendo le Banche proteggere la loro reputazione ed immagine a livello internazionale, potrebbero trasmettere i conti dei beneficiari alle Autorità del Paese di residenza del beneficiario stesso.


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