EMIRATI ARABI UNITI HANNO ADERITO ALLA CONVENZIONE “MAAT”

Mutual Administrative Assistance in Tax Matters (MAAT)

Dopo un anno dalla relazione presentata al G20 di Washington dal Segretario generale dell’OCSE sulla “trasparenza fiscale internazionale” e sui rischi esistenti del riciclaggio di denaro e finanziamento al terrorismo (traffico di armi, finanziamenti illeciti etc…) anche gli EMIRATI ARABI (già firmatari della convenzione multilaterale per lo scambio automatico) entrano nella totale “multilateralità” includendo anche l’assistenza amministrativa in materia fiscale (su richiesta).

Il 21 Aprile 2017, gli Emirati Arabi hanno firmato a Parigi l’intenzione di entrare a fare parte della Convenzione Multilaterale per la Mutua Assistenza in materia fiscale con altri 108 Paesi già firmatari.

L’art. 4 del MAAT, al riguardo, specifica che le parti contraenti si scambieranno informazioni che appariranno pertinenti per:

  • procedere all’accertamento dei tributi, alla riscossione dei crediti fiscali (equitalia)
  • avviare procedimenti innanzi alle autorità amministrative locali
  • avviare procedimenti di natura penale  innanzi alle autorità giurisdizionali
  • procedere alle relative misure esecutive

L’effetto “Panama Papers” ha insegnato che la sicurezza sull’anonimato del beneficiario economico dei conti correnti bancari è ormai rimasta una “favola di Pinocchio”.

L’inchiesta del Consorzio Giornalistico Internazionale sui “Panama Papers” ha portato a rendere notorio che da alcune Banche Svizzere tra il 2010 ed il 2013 furono registrati enormi deflussi di capitale in operazioni bancarie “cross-border” per fare affluire dette somme in diversi centri finanziari offshore (ad esempio il Dubai International Financial Center), e possiamo anche dire attraverso l’utilizzo del “Formulario H” tipicamente firmato da Avvocati e/o Fiduciari (Prestanome) alla Banca Svizzera al fine di consentire il trasferimento off-shore ai capitali del Cliente (però in taluni casi, i Formulari H includono obbligatoriamente anche il reale beneficiario economico).

Questo evento, tanto atteso in quanto gli Emirati Arabi avevano già aderito allo scambio automatico delle informazioni, apre una nuova riflessione per molti “beneficial owner” restii al cambiamento ed alla riemersione dei patrimoni offshore per evitare di rimanere “disallineati” con questa inarrestabile azione globale volta alla trasparenza fiscale e alla eliminazione del segreto bancario e dell’evasione fiscale.

Doveroso evidenziare che specifiche disposizioni della Convenzione prevedono e disciplinano la presenza di funzionari di uno Stato membro (es:Italia) e la loro partecipazione alle attività di accertamento in un altro Stato membro (es: Emirati Arabi Uniti), controlli simultanei e assistenza alla notifica degli atti tributari.

La Legge sulla Voluntary Disclosure 2017 porrebbe quindi essere un ottimo strumento per regolarizzare anche i patrimoni offshore detenuti per mezzo di conti correnti di Banche negli Emirati Arabi aventi come beneficial owner persone fisiche che erano residenti in Italia. Si precisa che nel perimetro di valutazione temporale rientrano anche i patrimoni estero-vestiti o con interposizioni fittizie/presta nomi, proprio quelli che sono stati trasferiti al Dubai International Financial Center e alle Bahamas con utilizzo dei Formulari H.

Sul punto, ricordiamo che la Circolare 27/E del  16.7.2015 dell’Agenzia delle Entrate ha risposto al quesito della “delega conferita ad operare su conto svizzero” da soggetti non iscritti nella anagrafe della popolazione residente. Questi soggetti non più iscritti nella anagrafe potranno accedere alla procedura internazionale  per sanare le violazioni agli obblighi in materia di monitoraggio fiscale commesse nei periodi d’imposta per i quali vi era tenuto in quanto residenza era in Italia nei periodi ancora accertabili.

I consigli dei tecnici (miopi ma convinti) che hanno aiutato i Clienti a fuggire dalle Tasse del Fisco Italiano potranno trovare delle complicazioni ad effetto “boomerang” con apertura di nuove inchieste giudiziarie a loro carico per riciclaggio e truffa allo Stato UE, in particolare se il luogo ove è commesso il reato (firma e compilazione dei FORMULARI H) è la Svizzera.


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