IMPRESA ED ECONOMIA CRIMINALE

A Pescara, il 22 – 23 Settembre 2017 si è tenuto un importante convegno nazionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili durante il quale sono intervenuti personaggi autorevoli e di spicco dalle Autorità: il Procuratore Generale Antimafia, Direzione investigativa Antimafia, dal Ministro della Giustizia il Direttore Generale della Giustizia Penale, dal Ministero delle Finanze il Colonnello Mastrodomenico del GICO – GdF, nonché il Presidente di Sezione della Corte di Cassazione  il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura ed i Consiglieri dell’Ordine nazionale dottori commercialisti.

Ovviamente svolgendo l’attività di consulenza giudiziaria abbiamo partecipato per dare sempre più importanza al ruolo del commercialista nella figura specializzata dell’Amministratore Giudiziario a supporto del Magistrato come soggetto autonomo ed “inter partes” regolarmente iscritto nell’Albo nazionale degli Amministratori Giudiziari presso il Ministero della Giustizia in quanto il Ministero è organo unico deputato al controllo dei requisiti di idoneità, professionalità ed onorabilità che devono possedere gli Amministratori Giudiziari oltre che le specifiche competenze che talvolta da fastidio vengano riconosciute. Questo aspetto in collegato al decreto “anticorruzione” è un tema di notevole importanza che insieme all’articolo 40 c.4  del D.Lgs 159/2011 ed alla nota del CSM dovrebbe fare riflettere tutti gli Ordini territoriali a quali talvolta fa comodo o preferiscono che vengano conferiti incarichi a persone che non sono particolarmente afferrati sulla materia.

Il Codice Antimafia D.Lgs 159/2011 all’Art. 38 distingue i diversi periodi di amministrazione e gestione delle aziende sequestrate a seconda se sia intervenuto il decreto di confisca di primo grado. Fin ad allora l’amministrazione della RES rimane affidata ad un custode amministratore giudiziario in stretto contatto con il Giudice delegato della misura cautelativa.

Il Colonnello Mastrodomenico della G.D.F. ha portato un dato molto importante ma anche preoccupante. Il valore totale di produzione delle aziende sottoposte a sequestro in Italia è risultato pari a 21 Miliardi di Euro (nell’arco degli ultimi anni). Tuttavia, il 90% circa di queste aziende sequestrate è fallito, questo in quanto vengono messe in condizione di non lavorare più ed ancora peggio vengono spossessate di beni risultando nell’attivo quasi poco da realizzare.

Diviene quindi sempre più necessario il tema della “continuità aziendale” e delle valutazioni di business opportunity che l’azienda o il complesso di beni assoggettati a sequestro può trovare, sia in nuovi mercati sia con operazioni di ristrutturazione in una logica di creazione del valore, attività che potrebbe venire facilitata dalla cooperazione giudiziaria tra forze dell’ordine e professionisti incaricati della amministrazione giudiziaria in quanto l’obiettivo sarebbe quello di riportare l’azienda sequestrata all’interno della legalità e del circuito legale, cosa che talvolta risulta veramente impossibile.

Il Consiglio Superiore della Magistratura – CSM – in una nota ha scritto che l’amministratore Giudiziario deve essere in possesso di specializzazioni che seppur sia vero il fatto che vengono acquisite con la mera esperienza, è altrettanto vero che le conoscenze scientifiche e tecniche volute dal Magistrato sono ineluttabilmente fonte della dottrina (c.d. specializzazione nella materia).

Il ruolo del Dottore Commercialista è quello di analizzare il business dell’azienda sequestrata e talvolta fare un vero e proprio Start-up con i mezzi e con le disponibilità che sono a disposizione della RES nonché valutare il “going concern” ovvero la capacità dell’azienda di rendersi autofinanziabile nella gestione operativa corrente e generare margine operativo lordo, fare le analisi del caso e redigere una relazione ai sensi della normativa del Codice Antimafia con un’analisi della situazione economico-patrimoniale e soprattutto finanziaria.

E’ stato ritenuto che un ruolo dell’amministratore giudiziario è anche quello di carpire e valutare nuove opportunità per l’asset sottoposto a sequestro.

Qui sotto, un video sulla situazione attuale della cooperazione giudiziaria in Europa in materia penale.


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