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La Legge 232/2016 ha introdotto una nuova imposta sostitutiva di Euro 100.000 (“Flat Tax” o “Lump Sum Tax”) per i contribuenti che trasferiscono la residenza in Italia agevolando la tassazione dei patrimoni superiori al milione di Euro.

Chi intende usufruire di questa agevolazione fiscale potrà cogliere la grande opportunità di trasferire la residenza fiscale e vivere in Italia per almeno 183 giorni all’anno con il grandissimo vantaggio della piena “esenzione da tassazione dei redditi esteri non prodotti sul territorio Italiano”.

 

IN BREVE:

Chi può usufruire di questa agevolazione sono persone fisiche che hanno patrimoni superiori a 1 Milione di Euro e che non sono mai stati residenti in Italia dal 2007 compreso. L’opzione per il regime consente di non applicare il regime della tassazione sul reddito mondiale e quindi di non assoggettare a tassazione ordinaria i redditi prodotti all’estero, ma solo i redditi prodotti nel nostro Paese.

Per i redditi prodotti all’estero si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef pari a euro 100.000, ridotta a euro 25.000 per ogni familiare che trasferisce la residenza in Italia ed esercita la medesima opzione.

L’opzione è revocabile e comunque cessa di produrre effetti decorsi 15 anni dal primo periodo d’imposta di validità. Gli effetti dell’opzione cessano in caso di omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva. La revoca o la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione.

È altresì prevista un’agevolazione ai fini delle imposte indirette: per le successioni aperte e le donazioni effettuate nei periodi d’imposta di validità dell’opzione esercitata dal dante causa, l’imposta sulle successioni e donazioni è dovuta limitatamente ai beni e ai diritti esistenti in Italia al momento della successione o della donazione.

Regime opzionale per le persone fisiche che si trasferiscono in Italia.

L’opzione per accedere all’imposta sostitutiva Italiana sui redditi prodotti all’estero realizzati dalla persona fisica che trasferisce la loro residenza fiscale in Italia – potrà essere esercitata alla condizione che essi non siano stati residenti in Italia per un periodo almeno pari a nove anni (periodi d’imposta nel corso dei dieci precedenti).

Detta opzione potrà essere esercitata sino al 30.9.2018 per i soggetti che trasferiscono la residenza in Italia nel corso del 2017 ed intendono usufruire di questo vantaggio fiscale voluto da una norma di Legge che deroga al principio fondamentale del Diritto Tributario Italiano della tassazione sul reddito mondiale ovunque prodotto.

Il vantaggio per il soggetto che trasferisce la residenza in Italia è proprio quello di non assoggettare a tassazione ordinaria nel Paese di residenza (Italia) il reddito estero ovunque esso sia prodotto, solo il reddito prodotto nel Paese (Italia).

Infatti, la sola imposta sostitutiva dell’Irpef in maniera “secca” pari a Euro 100.000 si applica per tutti i redditi prodotti all’estero dal soggetto che trasferisce la residenza in Italia.

Nei casi di trasferimento della famiglia, i soggetto principale potrà godere della nuova imposta sostitutiva, e la stessa sarà ridotta a Euro 25.000 per ogni familiare che trasferisce la residenza in Italia ed esercita la medesima opzione.

L’opzione è revocabile e comunque cessa di produrre effetti decorsi quindici anni dal primo periodo d’imposta di validità.

Gli effetti dell’opzione cessano in caso di omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva. La revoca o la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione (non è chiaro se tale divieto sia trasmissibile “ope legis” anche ai familiari in linea retta che non trasferiscono la residenza in Italia).

La norma introduce anche un’agevolazione importante ai fini delle imposte indirette. Molto interessante l’agevolazione per le successioni aperte e per le donazioni effettuate nei periodi d’imposta di validità dell’opzione esercitata dal dante causa, l’imposta sulle successioni e donazioni è dovuta limitatamente ai beni e ai diritti esistenti nello Stato al momento della successione o della donazione. Nella relazione tecnica si legge che “Pur ritenendo che dalla disposizione potrebbero derivare effetti positivi per il bilancio dello Stato, alla stessa, prudenzialmente, non si ascrivono effetti”.

Ciò verosimilmente in considerazione del numero dei potenziali beneficiari e della combinazione tra il nuovo gettito riconducibile ai soggetti che rientreranno a seguito all’introduzione dell’incentivo e l’implicita rinuncia ad un’imposizione piena che si sarebbe applicata a coloro che sarebbero rientrati in Italia in assenza della norma in esame.


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