Recapture delle perdite fiscali di una stabile organizzazione estera

LA CORTE DI GIUSTIZIA EU CON LA DECISIONE C-388/2014 RIAPRE IL PRINCIPIO DI TERRITORIALITA’ DELLE PERDITE FISCALI NEL REDDITO D’IMPRESA ANCHE NEL CASO DI RIORGANIZZAZIONE DEL GRUPPO ?

Una sussidiaria di diritto Tedesco appartenente ad un gruppo Multinazionale Francese aveva una stabile organizzazione in Austria. Applicazione del metodo di esenzione dei profitti nel bilaterale Austria-Germania, la società di diritto tedesco portava in deduzione fiscale le perdite della stabile in Austria. Successivamente la stabile Austriaca viene ceduta ad un’altra società Austriaca.

Il caso: “cessione da parte di una società residente tedesca di una stabile organizzazione situata in un altro Stato membro (Austria) ad una società non residente appartenente allo stesso gruppo della prima società”

La stabile organizzazione registrava enormi perdite che andando a sommarsi divennero importi molto importanti. La convenzione contro le doppie imposizioni GER-AUS prevede che i profitti che vengono realizzati dalla stabile organizzazione localizzata nell’altro paese contraente, sono esenti da tassazione nel paese di residenza della società (in questo caso la consociata Tedesca). Si può dire quindi che la convenzione prevede un “metodo di esenzione” sui profitti realizzati ed attribuibili alla Stabile organizzazione estera. Si precisa che la Corte Tedesca interpreta questo “metodo di esenzione” in via allargata al reddito d’impresa, nel senso in cui lo stesso metodo si può applicare se i profitti realizzati nonché le perdite accusate dalla stabile organizzazione estera localizzata nel paese contraente [Bundesfinanzhof 5 Febbraio 2014, I R 48/11].

Il risultato è stato infatti un contenzioso iniziato nel 2005 e terminato con la sentenza in commento il 17 Dicembre 2015 tra la TIMAC AGRO D. Gmbh e l’Ufficio controlli di Sankt Augustin (Germania).

La stabile organizzazione della consociata Tedesca appartenente al gruppo Multinazionale venne ceduta ad una società di diritto Austriaco (cessionario era la società terza sempre appartenente al gruppo d’impresa). Dopo la vendita, l’Ufficio controlli e accertamento fiscale di Sankt Augustin rettifica le perdite portate in deduzione dal gruppo nei periodi d’imposta dal 1997 – 2004.

Si è quindi posta la questione sul trattamento fiscale delle perdite derivanti da una cessione di una stabile organizzazione non residente portate in deduzione dal reddito d’impresa in virtù dell’applicazione dell’esenzione di cui alla convenzione contro le doppie imposizioni in essere tra i due paesi.

La TIMAC AGRO si costituisce in giudizio anzi la sezione tributaria del Tribunale di Colonia, con la principale tesi difensiva che, fino al 1998 la Germania riconosceva la deducibilità della perdita accusata dalla stabile organizzazione estera e, soprattutto nel momento in cui la stabile estera veniva ceduta, tutte le perdite potevano essere recuperare fiscalmente nella base imponibile dalla consociata Tedesca, eccependo infatti che, sia l’impossibilità di dedurre le perdite sia la mancata reintegrazione delle perdite della stabile organizzazione estera risultavano incompatibili con la libertà di stabilimento di cui all’art 49 TFUE.

Il caso ha aperta la questione di conformità nel diritto dell’Unione Europea sulla reintegrazione di perdite a seguito di cessione di stabile organizzazione non residente senza il collegamento delle perdite stesse con eventuali utili futuri della stabile estera. Questa fattispecie ha portato ad un ragionamento sottostante del caso pregiudiziale per comparazione con la sentenza del 2008 “Krankenheim Ruheisitz am Wannsee-Seniorenheimstatt” (C-157/07, EU:C:2008:588). Questo per il possibile collegamento con l’articolo 10 della Direttiva sulle fusioni del 2009/133/EC ove si possono recuperare le perdite già dedotte solo in caso di una “riorganizzazione aziendale” se la stabile organizzazione è localizzata in paese terzo.

A tale situazione di comparazione, quindi, il Giudice del rinvio si chiese anche se poteva trovare applicazione i principi relativi alle perdite definitivamente enunciati dalla Corte ai punti 55 e 56 della Sentenza Marks & Spencer (C-446/03; EU:C:2005:763) del 13 Dicembre 2005, per i periodi d’imposta pregressi. Questo molto probabilmente in quanto nella “Marks & Spencer” è stato già espresso l’indirizzo secondo cui la “parent company” estera può dedurre le perdite della consociata solo se le stesse non possono essere in alcun modo recuperate sia dalla stessa consociata o da una terza entità (newco o cessionaria).

Essendo quindi competente in via esclusiva ad assoggettare a tassazione le perdite della stabile organizzazione estera la Rep. D’Austria ancorché alla luce della convenzione citata.

In tale contesto sono state sottoposte alla CGE le questioni pregiudiziali insorte nella convenzione in esame con riferimento alla violazione della libertà di stabilimento.

In particolare di:

l’articolo 4, paragrafo 1, ma “solo nei limiti in cui essi derivino da una stabile organizzazione situata nel paese ove sono generati i redditi d’impresa”

l’articolo 7, paragrafo 1 “gli utili di un’impresa di uno Stato contraente sono imponibili soltanto in tale Stato, a meno che l’impresa non eserciti la sua attività nell’altro Stato contraente per il tramite di una stabile organizzazione ivi situata. Qualora l’impresa eserciti la propria attività secondo tale modalità, i suoi utili sono imponibili nell’altro Stato, ma unicamente nei limiti in cui essi siano imputabili a tale stabile organizzazione”.

L’articolo 23, paragrafo 1, prima frase, della convenzione tedesco-austriaca così recita: «L’imposta delle persone residenti nella Repubblica federale di Germania viene fissata nel modo seguente: fatto salvo il disposto della seguente lettera b), non rientrano nella base imponibile ai fini della determinazione dell’imposta tedesca i redditi provenienti dalla Repubblica d’Austria e gli elementi patrimoniali situati nella Repubblica d’Austria i quali, in forza della presente convenzione, sono imponibili nella Repubblica d’Austria».

L’articolo 12, lettera b), del protocollo aggiunto a detta convenzione, dispone, a proposito dell’articolo 24 della stessa, quanto segue: «Quando, a partire dall’esercizio finanziario 1990 (1989/1990), un soggetto residente in Germania subisce perdite presso stabili organizzazioni situate in Austria, le perdite insorte fino all’esercizio finanziario 1997 (1996/1997) incluso vengono prese in considerazione in conformità all’art. 2a, n. 3, dell’EStG. Le reintegrazioni a titolo dell’articolo 2a, n. 3, terza frase, di [tale legge], non si applicano a partire dall’esercizio fiscale 1994. Qualora non sia possibile avvalersi nella Repubblica federale di Germania, conformemente alle citate disposizioni, del beneficio fiscale previsto, stante la forza di res judicata realizzatasi e l’impossibilità di riavviare la procedura per scadenza del termine prescritto per la determinazione dell’imposta, è possibile prendere in considerazione le suddette perdite nella Repubblica d’Austria mediante deduzione delle perdite. Le perdite insorte a partire dall’esercizio finanziario 1998 (1997/1998) devono essere prese in considerazione nello Stato ove è situata la stabile organizzazione, secondo il principio di reciprocità. Le regole sopra enunciate si applicano solo nei limiti in cui non comportino una duplice presa in considerazione delle perdite».

LA DECISIONE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA

http://curia.europa.eu/jcms/jcms/j_6/it/
http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=173119&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=147038

 

L’articolo 49 TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea) deve essere interpretato nel senso che, non osta ad una normativa tributaria di uno Stato membro, come quella di cui al procedimento principale, in virtù della quale, in caso di cessione da parte di una società residente di una stabile organizzazione situata in un altro Stato membro ad una società non residenteappartenente allo stesso gruppo della prima società, le perdite precedentemente dedotte e relative alla stabile organizzazione ceduta sono reintegrate nel risultato fiscale della società cedente quando, in virtù di una convenzione contro la doppia imposizione, i redditi di una siffatta stabile organizzazione sono esentati da imposizione nello Stato membro in cui ha la sua sede la società da cui detta stabile organizzazione dipendeva.

L’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa fiscale di uno Stato membro, come quella di cui al procedimento principale, che, in caso di cessione da parte di una società residente di una stabile organizzazione situata in un altro Stato membro ad una società non residente appartenente allo stesso gruppo della prima società, esclude la possibilità per la società residente di prendere in considerazione nella base imponibile le perdite della stabile organizzazione ceduta allorché, in virtù di una convenzione contro la doppia imposizione, il potere esclusivo di tassare i risultati di tale stabile organizzazione spetti allo Stato membro in cui essa è situata.


© 2020 Studio Lupini srl. All Rights Reserved. Powered by Studio Lupini
Studio Lupini