Mini-GmbH Tedesca o SRLS Italiana

Start-up con visione Europea, un termine di paragone tra la mini Gmbh e la S.r.l.s.

La UG (Unternehmergesellschaft) (chiamata anche Mini-GmbH) è stata introdotta nel 2008 come alternativa alla limited company inglese per permettere ai soci fondatori di piccole imprese di costituire una società a “responsabilità limitata” con pochi quattrini. Questo fenomeno è arrivato anche in Italia con la S.r.l.s. (introdotta con Legge n°27 del 24 Marzo 2012).

Le due piccole società sembrano uguali, ma esistono delle sottili differenze nelle tipologie di restrizioni e nelle modalità di costituzione e trasformazione in ottica di crescita d’impresa e sviluppo.

Certamente, è il principio fondamentale della liberà di stabilimento del Trattato dell’Unione Europea che legittima la scelta imprenditoriale se: Mini-GmbH Tedesca o S.r.l.s. Italiana ?

Mini GmbH: (Unternehmergesellschaft)

La UG è a tutti gli effetti una persona giuridica, una forma specifica della Srl tedesca (GmbH) e nasce nel momento in cui è iscritta nel Registro delle Imprese.

Per rendere la società capace di agire, deve essere nominato un amministratore delegato che la rappresenti e sia iscritto nel Registro delle Imprese.

Sia i soci sia coloro che hanno materialmente agito possono essere chiamati a rispondere degli atti commessi prima dell’iscrizione nel Registro delle Imprese. Solo con l’iscrizione essi sono liberi dalla responsabilità (efficacia costitutiva).

La UG ha una propria denominazione sociale ed è soggetto autonomo di diritti e doveri, può essere costituita sia da una singola persona oppure da una pluralità di soci che liberamente scelgono le clausole statutarie senza vincoli imposti dalla Legge (come vedremo, la s.r.l.s. ha uno Statuto “standardizzato”).

I soci potrebbero essere:

  • Soci a partecipazione mista (soci tedeschi e soci stranieri);
  • Soci a partecipazione esclusivamente straniera;
  • Socio unico (indipendentemente dalla nazionalità del socio).

A differenza della normale GmbH l’apporto dei soci è limitato. Infatti il capitale di dotazione iniziale non può avere per oggetto beni materiali o immateriali (conferimento di beni). La Legge Tedesca prevede che deve essere fatto un bonifico da un conto corrente per la costituzione del capitale sociale “mini”.

Questa differenza, pare essere un aspetto tecnico della Legge che agevola molto la fase di start-up del business, infatti lascia ampia tutela nei diritti dei soci fondatori e nelle negoziazioni dei loro rapporti sociali.

Il capitale sociale della UG può oscillare tra 1 Euro e 24.999 Euro a scelta dei soci fondatori.
La UG prevede l’obbligo di accantonare il 25% degli Utili annuali fino alla costituzione del capitale sociale dichiarato. In violazione di questo obbligo di Legge, il bilancio è invalido e l’amministratore risponde anche con il capitale privato.

Questo sembrerebbe essere un vantaggio nell’ottica di crescita e sviluppo rispetto ad una trasformazione, che comunque risulta essere necessaria nell’ordinamento Italiano. Infatti la UG (mini Gmbh) quando avrà maturato un capitale sociale di 25.000 € diventa automaticamente una GmbH vera e propria, con unico onere quello di dover stipulare un altro atto notarile con i relativi costi, non serve una perizia.

La UG deve obbligatoriamente redigere un bilancio da consegnare presso il gestore della Gazzetta Ufficiale elettronica e non ha bisogno di una certificazione del revisore legale dei conti.

L’amministratore ed i Soci della Mini GmbH non possono mai essere società di diritto.

Lo scioglimento e la messa in liquidazione della UG richiede una procedura ad-hoc abbastanza onerosa.

S.r.l.s.: (Società a resp. limitata semplificata)

La società a responsabilità limitata semplificata (S.r.l.s.) introdotta nel nostro ordinamento con il DL 1/2012 disciplinata dall’articolo 2463 bis c.c. è una variante della tradizionale Società a responsabilità limitata (S.r.l.) che si pone all’interno del medesimo tipo societario.

Nel  nostro ordinamento sono infatti disciplinate le seguenti “varianti” di s.r.l. ovvero:

  • S.r.l. ordinaria con capitale minimo pari a 10.000 euro (art. 2464c.c.),
  • S.r.l. ordianaria con capitale inferiore a diecimila euro( quarto e quinto comma art. 2464 c.c.)
  • S.r.l. semplificata (art. 2464 bis c.c.)

La S.r.l. Semplificata è stata pensata con lo scopo di favorire la nascita di startup e l’imprenditorialità giovanile, inizialmente riservata alle sole persone fisiche che non avessero compiuto i 35 anni di età alla data della costituzione, requisito che è stato abolito nel 2013.

Resta fermo il requisito che stabilisce che i soci possono essere esclusivamente persone fisiche.

Capitale sociale e conferimenti

Elemento base è l’eliminazione del capitale minimo fissato ai fini puramente contabili pari ad 1 euro, il capitale verrà infatti stabilito tra 1 euro e 9.999 euro.

I conferimenti devono avvenire esclusivamente in denaro e devono essere interamente versati all’atto della costituzione.

Costituzione

La peculiarità della S.r.l.s. è l’atto costitutivo che deve essere redatto per atto pubblico in conformità al modello standard tipizzato con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico.

L’inderogabilità dello statuto standard di carattere ministeriale ha rappresentato e rappresenta un limite non trascurabile all’utilizzo delle s.r.l. semplificate dal momento che non è possibile l’inserimento di clausole costruite “ad hoc” in base alle concrete esigenze che di volta in volta si presentano.

Al fine di incentivare l’utilizzo delle s.r.l. semplificate sono previste agevolazioni costitutive quali: esenzione onorari notarili, imposte di bollo e diritti di segreteria.

Responsabilità limitata

Come anticipato la s.r.l. semplificata è una variante della s.r.l. ordinaria all’interno del medesimo tipo societario, conseguentemente come la s.r.l. ordinaria gode di autonomia patrimoniale, la responsabilità per le obbligazioni sociali è infatti limitata al capitale conferito a differenza di quanto avviene ad esempio in società di persone come S.n.c. all’interno della quale i soci rispondono con l’intero patrimonio.

Trasferimento delle partecipazioni

A seguito delle modifiche che sono state apportate le partecipazioni nella s.r.l. semplificata sono trasferibili inter vivos a qualsiasi soggetto che risulti essere una persona fisica senza alcuna limitazione.

E opportuno sottolineare che il trasferimento delle partecipazioni ad una persona giuridica comporta la perdita del requisito di s.r.l. semplificata come chiarito con la Circolare n. 39365 del 15 febbraio 2016, con la quale  il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito che non esiste alcun divieto d’ingresso nella compagine sociale da parte di soggetti diversi dalle persone fisiche, precisando tuttavia che al verificarsi di tale evento la s.r.l. semplificata assumerebbe la veste di s.r.l. “ordinaria”.

Questo “passaggio” da s.r.l. semplificata a s.r.l. ordinaria con capitale inferiore a dieci mila euro comporta una serie di effetti in primis  è necessario procedere alla modifica della denominazione sociale togliendo l’aggettivo semplificata. Inoltre se la società con l’ingresso del nuovo soggetto ha un capitale compreso tra 1 e 9.999 euro va applicata la disciplina prevista al quarto e quinto comma dell’articolo 2463 del Codice civile, il quale prevede regole più stringenti circa la capitalizzazione della società mediante la destinazione di un quinto degli utili annuali a riserva legale fino al raggiungimento del capitale minimo ovvero dieci mila euro.

Nel caso in cui invece i soci intendano evolvere da una s.r.l.s. a una s.r.l. “ordinaria” occorre che essi, adottino in sede straordinaria davanti ad un Notaio anche la delibera di aumento del capitale al di sopra del valore nominale di 9.999 euro.

La tassazione della S.r.l.s.

Le s.r.l. semplificate sono soggette ai medesimi regimi di tassazione previsti per le s.r.l. ordinarie.

In buona sostanza, a seguito dell’introduzione dell’IRI, i regimi di tassazione delle S.r.l. (con i requisiti di cui all’articolo 116 del TUIR) possono essere alternativamente i seguenti:

  • Regime di tassazione ordinario (IRES) applicazione con aliquota pari Ires 24% del reddito della società e tassazione Irpef in capo ai soci degli eventuali dividendi distribuiti;
  • Regime di tassazione per trasparenza fiscale di cui all’articolo 116 del Tuir, il quale presume che tutto l’utile fiscale sia distribuito in capo ai soci in base alle rispettive quote di partecipazioni e indipendentemente dalla loro percezione prevede tassazione IRPEF in capo a questi ultimi; conseguentemente i dividendi una volta percepiti non sconteranno alcuna ulteriore tassazione; si tratta di un opzione che ha vincolo triennale;

 

  • Regime IRI (imposta sul reddito imprenditoriale) possono optare per questo regime le S.r.l. a ristretta base proprietaria che potevano optare per la trasparenza fiscale come disposto dall’ articolo 116 TUIR; la Legge di stabilità 2017  ha introdotto il comma 2-bis all’ articolo 116 del TUIR il quale stabilisce che l’applicazione dell’opzione per l’IRI di cui all’art. 55 TUIR esclude l’applicazione del regime di tassazione per trasparenza.

Il Regime opzionale Iri di cui all’articolo 55-bis del TUIR, prevede  tassazione in capo alla società del reddito al 24%, determinato al netto dei prelievi eseguiti dai soci e tassati ai fini Irpef in capo agli stessi ; questo regime ha un vincolo quinquennale.

Perdita d’esercizio

Nel caso di perdita d’esercizio oltre il minimo legale, l’unica norma applicabile è l’art. 2484 c.c., secondo cui la società si scioglie qualora il capitale scenda sotto il suo minimo e non vengano poste in essere le operazioni previste dall’art. 2482-ter c.c. seguendo il procedimento formale indicato dall’art. 2482-bis c.c. ormai riconosciuto a tutte le ipotesi di perdita del capitale


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