Tassazione della stabile organizzazione

TASSAZIONE DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE ITALIANA DI CASA MADRE ESTERA (Cenni)

Quando viene configurata una stabile organizzazione occulta di tipo personale si applica l’art. 23 del T.U.I.R.. tuttavia, è ben noto che la stabile organizzazione occulta potrebbe facilmente assumere anche la forma di stabile di tipo “materiale”.

Nel diritto tributario Italiano, quando si configura una stabile organizzazione occulta di tipo materiale (branch occulta) si fa riferimento all’articolo 152 del TUIR il quale specifica che, per le società ed enti non commerciali non residenti, il reddito viene determinato da apposito conto economico relativo alla gestione della stabile organizzazione.

L’articolo 14 del DPR 600/73 stabilisce che le imprese estere (non residenti) che esercitano in Italia attività commerciali mediante stabile organizzazione devono rilevare nella contabilità distintamente i fatti della gestione determinando separatamente il risultato d’esercizio.

La stabile organizzazione opera anche ai fini del sostituto d’imposta ed in particolare per le somme erogate/corrisposte ai soggetti nazionali che rientrano in queste categorie reddituali: redditi di lavoro dipendente o assimilato, reddito di lavoro autonomo, provvigioni al commissionario, sarà assoggettata agli obblighi previdenziali ed assicurativi (I.N.P.S. e I.N.A.I.L.) ed al versamento delle ritenute del 20% sul fatturato a soggetti P.IVA.

Inoltre, la stabile organizzazione è soggetta all’applicazione della ritenuta d’acconto a titolo d’imposta per le somme percepite e corrisposte da soggetti esteri rientranti nella categoria di interessi su finanziamenti esteri, dividendi corrisposti da società estere, canoni percepiti per utilizzo e sfruttamento di beni immateriali e royalties.

Si evidenzia infine che qualora vi sia la presenza di risorse umane, non solo materiali, la stabile organizzazione in Italia viene assoggettata anche ad IVA per le operazioni territorialmente rilevanti[1] che sono state intrattenute con la casa madre e/o loro società collegate.

L’Agenzia delle Entrate è orientata nel riconoscere la deducibilità dal reddito della stabile organizzazione dei costi sostenuti dalla casa madre per il perseguimento degli scopi, spese di direzione e spese generali di amministrazione (circolare n32 del 22.9.1980, circolare n 271/E del 31.10.1997, Risoluzione Ministeriale 69/E del 1.6.2005).

Ricordiamo che, la normativa Italiana prevede che ai fini dell‘applicazione dell’imposta nei confronti dei non residenti, opera l’articolo 23 c.1 lett. e) del TUIR[2], il quale stabilisce che si considerano prodotti nel territorio dello Stato i redditi d’impresa derivanti da attività ivi esercitate mediante stabile organizzazione. Ciò implica che l’imposta estera sarà deducibile dalla casa madre Italiana[3] come componente negativa di reddito.


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