La partnership brasiliana

Partnership brasiliana è stabile organizzazione del gruppo?

Il Codice Nazionale delle Tasse Brasiliano non da una specifica definizione di “partnership” in senso strettamente fiscale se non che rifacendosi al concetto di entità legale (business entity)

Ai fini meramente fiscali, la “partnership” si ricollega all’articolo 5 del Modello OCSE di “Stabile Organizzazione” in quanto l’Amministrazione finanziaria del Brasile riconosce in tutti i trattati bilaterali il concetto di stabile organizzazione, a ritenere perciò che una “partnership” possa ricondursi ad una stabile organizzazione sul territorio dello Stato.

La Stabile organizzazione in Brasile prende vita dalla normativa del D.L. 2627/40 art. 59 – 73 che viene poi rivisitata con la Legge Federale n°6404/1976 che tende a dirimere le problematiche relative a come le entità straniere possono operare sul territorio nazionale.

La giurisprudenza tributaria ed anche l’Amministrazione federativa del Brasile sono sempre stati favorevoli nel riconoscere alla stabile organizzazione di entità estera una bassa tassazione sul territorio per i redditi ivi prodotti. Mentre, il reddito generato in Brasile da soggetto non residente viene generalmente tassato con imposizione fiscale secca alla fonte. Da qui ne discerne il vantaggio per i gruppi multinazionali di operare in Brasile per mezzo di una stabile organizzazione.

In materia di tassazione delle plusvalenze (anche di attività finanziarie) bisogna fare una distinzione tra quelle generate in capo ad un’entità legale e quelle generate in capo ad un individuo quale ultimo beneficiario. Infatti, negli ultimi anni sono sorte problematiche interpretative nascenti dagli “asset located in Brazil” detenuti da entità estere (come definiti dalla Legge 10833/2003).

Il “capital gain” derivante da trasferimento di stabile organizzazione. L’amministrazione fiscale del Brasile dal 2015 ha iniziato ad adottare l’approccio della “sostanza-prevale-sulla-forma” riservandosi il diritto di rivendicare al partner estero materia imponibile derivante da trasferimento dell’attività dell’ufficio di rappresentanza (o ramo d’azienda) proprio per il fatto giuridico nascente dal passaggio di proprietà/possesso dell’attività stessa, in quanto privo di un’attività operativa sul territorio, il plusvalore accertato viene assoggettato alla tassazione del 15% in via generale o del 25% quando il beneficiario è residente in paesi a fiscalità privilegiata.

Nel settore dei servizi digitali e di marketing l’amministrazione fiscale Brasiliana al fine di stabilire l’esistenza di una Stabile organizzazione identifica l’influenza dominante sul “potere di acquisto” (chi effettivamente influisce nel potere di acquisto) questo proprio in quanto è orientata ad adottare il principio della “sostanza-prevale-sulla-forma”. Perciò, affinché un marketing hub o un  procurement hub di un gruppo multinazionale possa essere considerato (ancorché nella forma di una partnership) come stabile organizzazione sul territorio del Brasile, sarà rilevante l’influenza sul “potere d’acquisto”.

Nel settore finanziario, le unità partecipative di un fondo (azioni di un fondo estero o anche Brasiliano) non sono considerate quali “asset located in Brazil” e quindi non vengono assoggettati alla normativa interna sui capital gains quando posseduti e/o detenuti da una “legal entity” nella forma di una “partnership” formata da partners soggetti non residenti. Contrariamente, la stessa norma sui capital gain diventa applicabile al singolo individuo non residente (persona fisica) quando il trasferimento e/o detenzione/possesso di attività localizzate sul territorio genera reddito assoggettabile a tassazione in capo all’individuo stesso (beneficiario effettivo) che è quindi il “sujeito passivo”.


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