SCAMBIO AUTOMATICO CON HONG-KONG

La Autorità Competente di Hong Kong il 16 Marzo 2017 ha firmato a Parigi l’accordo per lo scambio automatico delle informazioni relativo ai conti finanziari delle Banche con Italia, Belgio, Olanda, Canada, Guernsey e Messico. 

 

 

 

Cenni

Hong Kong è una regione amministrativa speciale della Cina secondo art. 31 della Costituzione della Repubblica Cinese e quindi ha una propria autonomia amministrativa dal 1.07.1997. In materia fiscale e finanziaria è autonoma e potremmo dire indipendente.

A differenza del sistema fiscale Cinese, il Diritto Tributario di Hong Kong è basato sui principi di “common law” anglosassone. Questo fattore ha delle implicazioni interpretative nella Convenzione Italia-Hong Kong in particolare per le definizioni di “Contratto” “Agente” e “Broker” in quanto Hong Kong li definisce secondo profili di “judge made law” diversamente dalle nostre definizioni come statuite nel Codice Civile.

Hong Kong non è un membro del Club OECD. Tuttavia il Governo nel Giugno del 2016 ha aderito e si è impegnato per implementare il Progetto Anti erosione di base imponibile (Anti-Beps) includendo i quattro minimi standard (normative anti abuso, norme di contrasto alle pratiche fiscali aggressive, introduzione del reporting Country-by-Country e soluzioni alle dispute/contenziosi cross-border).

 

Lo scambio di informazioni “allargato” ed “automatico”

L’Italia ha stipulato un trattato bilaterale con Hong Kong il 13.03.2013 conforme ai nuovi standard internazionali dello scambio di informazioni “su richiesta” articolo 25 del Trattato. Il Trattato entra in vigore (tra gli stati contraenti) con la ratifica di cui alla Legge 96/2015 in data 10.08.2015.

A seguito dell’evento del G20 di Chengdu CINA del 23-24 Luglio 2016, come si anticipava già con l’articolo da noi pubblicato relativo alla “tax compliance” internazionale  si è chiuso ieri a Parigi tra le Autorità Competenti di Italia e di Hong Kong  un nuovo accordo che da vita al nuovo standard OCSE sullo scambio AUTOMATICO delle informazioni ed alla multilateralità, anche se il bilaterale in vigore dal 10 Agosto 2015 è già strutturato secondo i nuovi Standard dello Scambio di informazioni “allargato” su “richiesta di parte”.

L’accordo ultimo di Parigi è il segno di una inarrestabile e rapidissima evoluzione normativa che premia i lavori di implementazione dall’Inland Revenue Department (IRD) di Hong Kong e dalle Banche di Hong Kong.

Lo scambio automatico seguirà gli “Standard for Automatic Exchange of Financial Account Information in Tax Matters  e prescinde da specifiche richieste di uno dei due Stati. Riguarderà in modo indistinto la totalità dei titolari dei conti le cui informazioni saranno trasmesse al paese di residenza del beneficiario economico.

Dall’accordo deriverà quindi l’obbligo, per Hong Kong, di fornire con scadenze periodiche all’Italia i dati dei conti accesi presso banche locali da residenti italiani, o comunque da società ed enti riconducibili a titolari italiani.

Questo significa che gli Italiani che hanno utilizzato conti correnti ad Hong Kong e non procederanno alla regolarizzazione all’interno del procedimento di Voluntary Disclosure potranno facilmente rientrare nei futuri accertamenti dell’Agenzia delle Entrate.

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Gruppi d’impresa

L’Autorità fiscale di Hong Kong secondo una normativa interna accoglie gli accordi amichevoli per evitare le doppie imposizioni, (APA – Advance Pricing Agreement) sia in sede bilaterale che in sede multilaterale.

Normative Anti Abuso

Una disposizione tributaria generale disconosce tutte le transazioni che sono il risultato di artificiali strutture o fittizie ovvero che siano fatte per scopi meramente fiscali in assenza di una ragione economica. [Tipicamente le operazioni di “dividend stripping” e “dividend washing” con interposizioni.]

Specifiche misure normative vietano il riporto delle perdite fiscali se la ragione dominante della decisione del “board” è quella di utilizzare le perdite per ragioni fiscali in futuro.

Sono previste anche misure anti abuso nel settore del Leasing finanziario cross border e nelle operazioni di LBO (Leverage Buy Out) ed in materia di affiliate estere in materia di trasferimento di prezzo non conforme all’art. 9 come definito nel Modello OCSE dei Trattati internazionali e delle Nazioni Unite.


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