IL PENSIERO ECONOMICO DI JEREMY BENTHAM

Ricordiamo l’economista JEREMY BENTHAM (economista classico) che nella sua  opera “Manual of Political Economy” (1793-1795) elaborò per la prima volta nella storia dell’economia e del pensiero economico, la teoria del “risparmio forzato” proprio sui temi legati al Debito Pubblico.

BENTHAM nel descrivere questa teoria economica dedicò la tesi della “frugalità forzata” sottostante alla teoria del “risparmio forzato”. Ebbene secondo il suo ragionamento, una politica economica di Governo che fosse tesa ed intenzionata a ridurre il debito pubblico, poteva assumere due forme di “frugalità forzata”.

Riportiamo le due forme di “frugalità forzata” con testuali parole di Lionel Robbins (1898-1984) Professore della London School of Economics (1929-1961) che così descrive:

1) il maggiore risparmio teso a ridurre il debito pubblico può essere estorto ai cittadini tramite la tassazione per poi essere utilizzata dal Governo (noto a precisare che questa frugalità forzata - secondo l‘economista Adam Smith - sarebbe poi stata sistematicamente sperperata dal Governo perché ritenuto incapace nella vita economica del mondo produttivo imprenditoriale);  

oppure

2) il maggiore risparmio teso a ridurre il debito pubblico può essere ottenuto attraverso la creazione di nuova moneta cartacea da parte del Governo (o con la sopportazione dell creazione di moneta da parte degli individui per la perdita di profitto reale). Se la quantità addizionale di moneta reale (e qui intende la parte di moneta che non perde di valore per l’incremento dei Prezzi) verrà utilizzata da coloro che investono in attività (intende gli investimenti durevoli nelle imprese) allora tutti i lavoratori saranno “pienamente” occupati.

Secondo l’economista BENTHAM, la seconda ed ultima ipotesi, sarebbe l’unica con una ratio economica nel senso proprio del termine per poter giustificare ed innescare una “frugalità forzata” da parte del Governo.

In conclusione, nel Manuale di BENTHAM era già dimostrato seppure attraverso formule aritmetiche, che diversamente dalla prima ipotesi di risparmio forzato (quella della frugalità forzata per via della tassazione meramente finalizzata a ridurre il debito pubblico) la seconda ipotesi di risparmio forzato è quella che produrrebbe un effetto tangibile positivo nell’economia reale di un paese, ovvero l’effetto di compensare la perdita del profitto reale derivante dalla creazione di nuova moneta con il certo incremento di posti di lavoro e di occupazione per via dell’utilizzo della moneta da parte del tessuto imprenditoriale e quindi creando nuove opportunità per la società.

 

 


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