FLAT TAX PER CRISTIANO RONALDO: I PARADOSSI SUI REGIMI FISCALI IN ITALIA

I paradossi delle norme sui regimi fiscali agevolati in Italia

E’ noto che questo regime fiscale per i neo residenti ha trovato l’accoglienza anche da parte del prestigiosissimo atleta Cristiano Ronaldo “CR7” il quale a seguito di questa agevolazione fiscale beneficia di una tassazione effettiva sul proprio reddito lordo pari a circa il 2 per mille di IRPEF con esenzione della tassazione per i redditi esteri e quindi della IVIE e della IVAFE e del monito razzio fiscale.

Come avevamo pubblicato il 25 Ottobre 2016 la Legge stabilità 2017 che ha introdotto il regime fiscale dei “neo-residenti” c.d.: “flat tax” per gli individui che hanno redditi superiori al milione di Euro e che trasferiscono la residenza fiscale in Italia possono beneficiare dell’agevolazione fiscale a precise condizioni.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti nella circolare 17/E/2017  In particolare ha chiarito che il soggetto che trasferisce la residenza potrà fruire dell’agevolazione fiscale su base opzionale ed al ricorrere di specifiche condizioni. Precisamente, l’ADE ha chiarito che è “prima condizione” il trasferimento della residenza ai sensi dell’art. 2 del DPR n. 917/86 (TUIR), norma che, al comma 2, considera residenti le persone fisiche che, per la maggior parte del periodo d’imposta, cioè per almeno 183 giorni  o sono iscritte nell’anagrafe della popolazione residente oppure hanno il domicilio (o dimora abituale) e la residenza ai sensi dell’articolo 43 del Codice Civile c.d.: residenza civile (sede principale dei propri affari ed interessi). La seconda condizione è che per fruire del regime fiscale, la persona  fisica non sia stata fiscalmente residente nel territorio dello stato Italiano per almeno nove dei dieci periodi d’imposta precedenti all’inizio di validità dell’opzione di essere tassati ai sensi della “flat tax”.

Per effetto di questa normativa anche il campione Cristiano Ronaldo ha il diritto di usufruire dell’agevolazione fiscale per i “neo residenti” pagando una tassa secca di 100.000 Euro/anno sul proprio reddito lordo e beneficiando della esenzione dal monitoraggio fiscale, quindi indipendentemente dal luogo di provenienza dell’incasso del proprio reddito.

Si coglie quindi l’occasione per rendere pubblico la iniquità della civiltà fiscale Italiana mettendo a confronto due regimi fiscali agevolati: il caso dei “neo-residenti” ed il caso dei giovani “forfettari” che aprono la Partita IVA.

Il “paradosso della progressività” lo si rinviene in lettura dell’53 della Costituzione Italiana:

  • l’efficacia della “tassazione effettiva” in capo al reddito lordo del contribuente a cui si applica il regime agevolato della “flat tax”diminuisce con l’aumentare del reddito, sino allo 0,2% di tassazione effettiva nel caso di Cristiano Ronaldo.
  • l’efficacia della “tassazione effettiva” in capo al reddito lordo del contribuente a cui si applica un regime agevolato dei “forfettari” incrementa in maniera più che proporzionale all’avvicinarsi della soglia minima dei 30.000 € sino al superamento del livello di tassazione ordinaria prevista sulla carta del 15%

Il “paradosso della temporalità” sempre in lettura del principio della capacità contributiva effettiva:

  • Il regime fiscale “flat tax” per i neo-residenti dura sino a dieci anni (o si interrompe e decade con il trasferimento della residenza fiscale del beneficiario).
  • Il regime fiscale “forfettario” dura al massimo cinque anni per poi decadere per Legge quand’anche il reddito lordo rimane nella soglia dei 30.000 Euro.

Il “paradosso della controllabilità”

L’esenzione dal monitoraggio e dal controllo dei fondi esteri è certamente un ottimo strumento per combattere l’evasione internazionale e la corruzione, infatti la norma prevede che non si applica uno dei principi fondamentali della Legge Italiana in materia di imposte dirette (“la tassazione del reddito su base mondiale”). Quindi, essere residenti fiscalmente in Italia per il “neo residente” (avere trasferito la residenza in Italia e viverci per almeno 183 giorni) permette di possedere la maggior parte dei business fuori dall’Italia, ovvero all’estero e di non dover adempiere agli obblighi di monitoraggio fiscale sui conti esteri. In altre parole alimentando i “fondi neri”.

Il regime fiscale dei “forfettari” se effettua anche un’operazione economica in Europa ad esempio di 100 Euro viene assoggettato al regime del reverse charge e dover assolvere l’IVA in Italia.

Il “paradosso della economicità”

Slavo i “neo residenti” che chiedono il “visto di investitore” per investire, non tutti i “neo residenti” che beneficiano del trattamento “fiscale” agevolato risultano degli investitori per la crescita del Paese. Infatti, se detto trasferimento della residenza non coincide con un sostanziale investimento nelle aziende Italiane nelle Start-up e nell’innovazione la norma risulta anche anti-economica per le casse dello Stato in quanto non crea un indotto economico nel lavoro occupazione e reddito ovvero nella crescita economica del Paese.

D’altro lato, i giovani che vorrebbero aprire la P.IVA non saranno certo incentivati a vedere che con più guadagnano con più vengono tassati ed anche questo ha un riflesso negativo nella economia del Paese.

Il “paradosso della civiltà”

Il regime fiscale per i “neo residenti” in esame, non prevede una condizione di pregiudizialità derivante dalla condotta fiscale del soggetto che intende e/o pianifica di trasferire la residenza fiscale in Italia, con i conseguenti rischi di riciclaggio del denaro che ne derivano e trascurando pienamente il fatto che il soggetto “neo residente” possa avere avuto dei precedenti di natura penale-tributaria non definitivi e pendenti presso altro Paese dal quale proviene. Anche questo punto potrà aprire un dibattimento fiscale allargato nelle sedi parlamentari fino alla plausibile proposta di incostituzionalità della norma fiscale Italiana per i “neo residenti”.

Il regime fiscale per i “forfettari/nuove iniziative imprenditoriali” prevede molte condizioni per potervi accedere tanto che un giovane potrebbe non poter ereditare una partecipazione in una SRL che versa in uno “stato di crisi”.

Senza approfondire le altre normative fiscali ordinarie applicate  nei confronti dei Contribuenti Italiani e cittadini Italiani (persone fisiche) che mediamente subiscono una tassazione effettiva tra il 47% ed il 59% del proprio reddito lordo, anche un bambino dell’asilo capirebbe che il trattamento fiscale applicato è “iniquo” e molto lontano dai principi della capacità contributiva e della “progressività dell’imposizione fiscale” degno di un Paese fiscalmente civile.


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