I NUOVI OBBLIGHI PER GLI ORGANI DI CONTROLLO SOCIETARI

Premesso che essendo il legislatore Italiano ed il Codice Civile sempre stato improntato nella tutela dei creditori, anche la Legge Fallimentare Italiana RD 267/1942aveva già previsto Istituti di natura stragiudiziale e giudiziale per dirimere ed evitare una “dichiarazione di fallimento”. E che in tal senso il Nuovo “Codice della Crisi e dell’Insolvenza”ha potenziato questa tutela con l’istituzione degli Organi di Composizione della Crisi.

Vero è che le raccomandazioni n°2014/133 e n°2015/818della Unione Europea hanno dato maggior importanza alla conoscibilità delle situazioni reali e concrete sulla realtà aziendale chiamando in causa i Professionisti che redigono (ance come consulenti) i conti patrimoniali finanziari e del reddito i quali si atterranno ai principi fondamentali della rappresentazione veritiera e corretta delle poste di Bilancio ex art. 2423 C.C. e dei Principi contabili OIC e IAS/IFRS.

Infatti, le raccomandazioni n°2014/133 e n°2015/818 della Unione Europea hanno spinto il legislatore Italiano a rivisitare il concetto di“stato di crisi”e di “stato di insolvenza”facendo praticamente scomparire la parola “fallimento” e dando una rilevante importanza alle situazioni di crisi che possono, o automaticamente verificarsi per il normale svolgimento dell’attività ordinaria o verificarsi in seguito a nuovi fatti e/o atti e/o scelte imprenditoriali in stati di crisi e di insolvenza che portano alla liquidazione giudiziale.

Su punto, l’importanza strategica del ruolo dell’organi societari al quale incombe all’articolo 14 del Codice della Crisi e dell’Insolvenza l’obbligo di segnalazione qualora possano verificarsi situazioni derivanti da fatti e/o atti e/o scelte imprenditoriali che si possano tradurre in situazioni di insolvenza e quindi di pericolo per la tutela dei creditori sociali.

Stante il fatto che gli amministratori dell’azienda sono direttamente responsabili e direttamente chiamati dalla norma già in vigore sulle scelte relative agli assetti organizzativi dell’Impresa di cui all’articolo 374 CCII “Gestione dell’impresa”, ne deriva che in determinate situazioni come novellate dall’articolo 2435.bis c.c. ricadono gli obblighi di “nomina degli organi di controllo” di cui all’articolo 2477 c.c. in vigore dal 15 Marzo 2019 per entrata in vigore dell’art. 378 CCII comma 1.

I Revisori ed i Dottori Commercialisti oltre alla gestione del rischio dell’Impresa sono caldamente richiamati dalla normativa sulle regole di indipendenza onde evitare situazioni di conflitto di interesse come i casi del “Sindaco e Revisore” che possono incrementare il rischiosità dell’impresa nell’occultare una situazione di crisi.

Su questo tema la Giurisprudenza Italiana e la Dottrina non prevedono espressamente che la figura del Collegio Sindacale possa essere compatibile con la figura del Revisore, tanto è che anche i manuali della IFAC (International Financial Audit Committee) ai quali gli organi di Revisione nazionale fanno capo, neppure trattano né prevedono l’organo del Collegio Sindacale come organo di controllo e di vigilanza in quanto per questi aspetti è prevista appositamente indipendentemente ed indistintamente la figura del Revisore.

Il “Codice della Crisi e dell’Insolvenza”chiama comunque gli organi societari di competenza nel dare precise linee guida su come prevenire e gestire la crisi alle aziende che si profilano con un certo grado di rischio ad incrementare squilibrio finanziari e/o patrimoniali tali da potersi trasformare nel breve o medio periodo in uno stato di insolvenza.


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